La gestione degli alberi a Milano e in altre città

In merito alla sicurezza degli alberi nelle nostre città ed alla potenziale pericolosità (intrinseca) degli alberi, occorre prevedere una gestione più a lungo termine del nostro patrimonio arboreo.
Per ovviare alla crescente necessità di costosi interventi di manutenzione e migliorare sopratutto la sicurezza dei viali alberati cittadini occorre intraprendere una strada impopolare ma necessaria.
Il problema principale degli alberi che popolano i parchi e i viali delle nostre città è infatti che questi sono stati piantati per la quasi totalità nel primo dopo guerra, pertanto, oggi stanno giungendo a maturità tutti simultaneamente.
Cominciano a manifestare simultaneamente segni di sofferenza e stress con insorgenza di malattie fungine che ne riducono la salute, la stabilità e infine le prospettive di vita.
Non si parla infatti della loro maturità fisiologica, ma della maturità indotta dalla difficile sopravvivenza in un contesto urbano fortemente antropizzato e via via manomesso ed alterato, in cui sono vissuti.

Corso Sempione a Milano oggi.
Purtroppo in Italia non non si è mai riusciti, e difficilmente si riuscirà, in quanto politicamente impopolare, a far passare il concetto di sostituzione delle alberate.
Senza un progressivo rinnovo delle alberate cittadine si arriverà nel breve periodo ad una preoccupante condizione di collasso e di emergenza in molte città.
Roma (purtroppo) ne è un esempio con le frequenti notizie di cronaca che riguardano la caduta di alberi (articoli alberi caduti a Roma).
I continui e ripetuti controlli della stabilità, che pure hanno permesso di individuare nel tempo tante criticità prevenendo schianti e sinistri, non fanno altro che contribuire al loro progressivo declino attraverso la ripetuta perforazioni dei tronchi.
Bisognerebbe convincere prima di tutto i politici e poi i gestori a cominciare sostituire gli alberi sui filari alternandoli con soggetti giovani, cambiando specie se necessario, ma progettando adeguatamente le nuove sedi di impianto e pianificando un nuovo ciclo di sostituzioni fra altri 30, 60, 80 anni.
Nel frattempo miglioriamo le tecniche di controllo e monitoraggio della stabilità degli alberi.
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