Glossario di arboricoltura e VTA

Glossario di arboricoltura e VTA

L’elenco dei termini di seguito riportati non ha affatto la pretesa di essere il più completo ed esaustivo, e sarà soggetto di costanti revisioni ed integrazioni anche grazie alle eventuali osservazioni che perverranno dai visitatori, e ciò in attesa che gli Ordini professionali e i professionisti del settore giungano a costituirne uno completo, ufficiale e condiviso.

Il presente glossario è redatto allo scopo spiegare il significato dei principali termini tecnici e concetti più comunemente impiegati nelle perizie agronomiche e nei documenti che trattano di arboricoltura redatti dal perito agrario Federico Simone.

Glossario di arboricoltura e VTA

Acropeto: accrescimento dei rami verso l’alto.

Affrancamento: Emissioni di radici al di sopra del punto di innesto.
Albero: pianta perenne di consistenza legnosa il cui fusto, ad altezza variabile si ramifica verso l’alto ad una certa altezza dal suolo dando origine a branche primarie, secondarie ecc; in funzione delle dimensioni può essere classificato di prima, seconda o terza grandezza. Anche piante che solitamente hanno forma arbustiva possono essere allevate in forma arborea.

Alburno: Tessuto legnoso più chiaro che si trova nella parte esterna del tronco e in cui si ha il passaggio della linfa grezza.

Ancoraggio della chioma (o anche consolidamento): Stabilizzazione della chioma tramite collegamenti fra rami o parti della chioma stessa, allo scopo di evitare rotture, immobilizzare parti della pianta, imbrigliare rami/diramazioni spezzati.

  • Ancoraggio/consolidamento statico della chioma mediante aste e cavi: Sistema di ancoraggio composto da cavi metallici collegati a aste filettate in acciaio, che vengono avvitati nel legno. Una variante meno invasiva propone l’uso di fasce al posto delle aste filettate.
  • Ancoraggio dinamico della chioma: Sistema di ancoraggio composto da funi, cinghie e/o fasce o altri strumenti di fissaggio, che vengono collocati attorno ai rami e parti della chioma da proteggere, senza azioni invasive (foratura).
  • Struttura ad anello: Ancoraggio della chioma composto da almeno quattro rami/ramificazioni, specialmente per assorbire le forze di spinta laterali, ove le parti della chioma adiacenti vengono legate assieme circolarmente.
  • Struttura centralizzata: Ancoraggio della chioma, ove tutti i rami/ramificazioni da assicurare vengono legati assieme in un punto centrale.

Arboricoltura: è una disciplina tecnico-scientifica che si occupa della coltivazione degli alberi a fini produttivi o ornamentali. In particolare, si occupa della selezione, piantagione e gestione degli alberi e dello studio, dal livello molecolare alla pianta intera, di come essi crescono e rispondono alle pratiche colturali alle quali sono sottoposti ed all’ambiente nel quale si trovano a vivere.

Arbusto: Pianta perenne, legnosa, di mediocre altezza, con fusto ramificato fin dalla base e predominio dei rami laterali sull’asse principale.

Area di esplorazione radicale: zona del terreno circostante al tronco ed estesa ben oltre il limite della chioma. È una superfice interessata dalla presenza di radici con funzione di nutrimento.

Basipeta, direzione: verso il basso

Biforcazione del tronco: Biforcazione in due diramazioni/rami di simile spessore, a forma di U o V, spesso anche in forma mista. Vedi Forcella.

  • Biforcazione di compressione/Biforcazione a V: spesso con formazione di corteccia inclusa. Facilmente a rischio di rottura.
  • Biforcazione di tensione/Biforcazione a U: non a rischio di rottura.

Branca: Ciascuno dei rami principali di un albero che si origina direttamente dal fusto (branca primaria) o da una branca primaria (branca secondaria) ecc..

Callo: formazione costituita da tessuto non differenziato che si forma generalmente a margine delle ferite sugli organi legnosi. Ha funzione di riparazione e/o compartimentazione.

Cambio: tessuto meristematico che si trova al di sotto della corteccia, è costituito da cellule “giovani” che moltiplicandosi e successivamente differenziandosi originano i tessuti dell’Alburno verso l’interno del tronco e del Libro o floema verso l’esterno.

Cancri: lesioni a carico degli organi vegetali, generalmente longitudinali sugli organi legnosi, con messa a nudo dei tessuti sottostanti

Carie: alterazioni di organi legnosi dovute a vari agenti fungini “xilovori” che invadono i tessuti legnosi, alterando la cellulosa e la lignina provocando una disgregazione e una disorganizzazione dei tessuti stessi aumentando a propensione al cedimento delle part interessate.

Carie bianca: La decomposizione avviene principalmente a scapito della emicellulosa e della lignina; il legno assume una consistenza pallida e fibrosa.

Carie bruna: Marciume a causa del quale dapprima si decompongono solo emicellulosa e cellulosa in parti diverse.

Carie molle: Marciume per il quale ife di funghi si installano nelle pareti delle cellule e costruiscono caverne longitudinalmente all’asse del legno. La decomposizione di cellulosa ed emicellulosa può causare la fragilità del legno.

Carie dell’alburno: Marciume derivante da un’infezione superficiale, che si estende fino all’alburno.

Carie del durame: Marciume che avanza attraverso ferite ai rami o alle radici dapprima nella zona centrale di rami, fusto e ceppo, e decompone il legno dall’interno. Si sviluppa in molti anni, spesso decenni e alla fine porta alla perdita di stabilità e resistenza alla rottura.

Castello: parte superiore del fusto dove si dipartono le ramificazioni primarie.

Capitozzo proprio (pollard): Tipo di utilizzo storico di alcuni tipi di alberi (specialmente platano e tiglio) che devono essere regolarmente potati in tale modo.

Capitozzatura: Vedi Taglio della chioma.

Capitozzatura o Capitozzo: Taglio esteso e dannoso della chioma, senza considerazione per l’habitus e per le necessità fisiologiche. Da distinguere dalla capitozzatura è il capitozzo ornamentale o Pollard.

Cellulosa: Il principale costituente chimico della parete secondaria delle cellule delle piante superiori; è un polisaccaride lineare la cui formula empirica è (C6H10O6)n, costituito da numerose unità di anidride glucosica come risultato di una polimerizzazione per condensazione di molecole di glucosio. È strettamente associata con altre componenti del legno, vale a dire emicellulosa e lignina.

Cercine cicatriziale: accumulo di legno  in costante accrescimento che, se la dimensione e la profondità della lesione lo permettono, consente alla pianta danneggiata di ricoprire con nuova scorza i propri tessuti interni precedentemente esposti o di rinforzare i tessuti legnosi accumulando legno sano e robusto nelle immediate vicinanze di una lesione.

Chioma: il complesso dei rami e delle foglie di un albero o di un arbusto, che può assumere varie forme in funzione delle condizioni ecologiche, delle caratteristiche genetiche di ciascuna specie, o in seguito a interventi di potatura.

Consolidamento: vedi Ancoraggio

Collare del ramo: Rigonfiamento riconoscibile presso la congiunzione fra il tronco e il ramo alla base del ramo.

Colletto: Zona di transizione posta tra fusto e radice; ha caratteristiche anatomiche intermedie tra quelle radicali e quelle del fusto. Talvolta è riconoscibile negli alberi e nei semenzali, per la presenza di un leggero ingrossamento. Convenzionalmente, è la zona compresa tra il livello del terreno e 20 cm di altezza.

Compartimentalizzazione (o compartimentazione): Reazione del tessuto del legno in parti viventi e reattive della pianta, causata da danneggiamenti e/o carie, allo scopo di limitare la diffusione del danno ai tessuti sani. L’efficacia dipende da molti fattori, p.es. rispetto della zona di protezione.

Conifera: con questo termine viene genericamente indicata qualsiasi pianta i cui frutti abbiano l’aspetto di un cono (es Pino).

Consolidamento: si veda Ancoraggio della chioma

Corteccia: Parte esterna degli organi legnosi, composta, dall’esterno, da scorza (strato protettivo morto, suberificato), fellogeno (strato meristematico che origina esternamente la scorza e internamente il felloderma), felloderma e Libro. Per ogni stagione vegetativa si distingue una corteccia primaticcia (composta tipicamente da canali cribrosi e da cellule compagne o da cellule cribrose) e una corteccia tardiva (composta da parenchima e con elementi cribrosi scarsi e piccoli).

Corteccia inclusa: Lembo di corteccia a volte associato ad un nodo, che è rimasto più o meno incluso nel legno dall’accrescimento dell’albero. Vedi biforcazione dle tronco.

Cresta della corteccia: Punto di congiunzione più o meno visibile fra la corteccia del fusto e del ramo.

Cretto: fessurazione della corteccia o del corpo legnoso (p.es. a causa di carichi meccanici eccessivi, gelo o marciume sviluppatosi esternamente o internamente).

Cure colturali: Ogni misura intrapresa sulla pianta stessa e/o sul terreno circostante, mirata ad evitare uno sviluppo errato o al miglioramento, mantenimento o ripristino della vitalità e della sicurezza dell’albero.

Scottatura/Ustione solare: danni causati dal calore alla corteccia ed ai tessuti sottostanti. Possono portare al deperimento del cambio, al distacco o alla spaccatura della corteccia nelle zone circostanti ed all’insorgere di patologie del legno.

Danni alle radici: Danni meccanici, chimici o causati da funghi o altri agenti dannosi alle radici, che possono nuocere alla stabilità e/o al nutrimento minerale della pianta. In caso di danni alle radici di sostegno i rischi alla stabilità sono notevoli.

Danni causati da fulmini: Lacerazione e distacco della corteccia e/o spaccatura del legno causate da fulmini.

Diametro della chioma: Estensione orizzontale della chioma.

Durame o duramen: legno più scuro che si trova nella parte più interna del tronco, dove il passaggio della linfa grezza è ormai nullo in quanto lo xilema presenta i vasi chiusi con le pareti trasformate e lignificate. Ha funzione statica e di riserva.

Emicellulosa: Polisaccaridi (pectine escluse) presenti nella membrana intercellulare e nelle pareti cellulari delle piante. Sono dei polimeri misti di esosi e pentosi e di acidi uronici. Possono essere estratti con soluzioni alcaline in acqua e sono facilmente idrosolubili in acidi; forniscono zuccheri o zuccheri ed acidi uronici.

Epicormico: ramificazione che si sviluppa spontaneamente da una gemma avventizia o dormiente sul fusto o su un ramo di una pianta legnosa spesso come reazione a ferite o drastiche potature.

Epigeo – apparato epigeo: insieme degli organi vegetali emergenti dal terreno.

Essudati: secrezione liquida della pianta, normalmente legata a batteriosi.

Ferite/Lesioni: Lesione traumatica caratterizzata dalla soluzione di continuità nei tessuti esterni nelle piante causando un danno, come ad esempio uno squilibrio fisiologico o l’insorgenza di infezioni parassitarie laddove penetrano virus, batteri e funghi.

Fitofagi: organismi animali dannosi alle piante

Fittone: radice formata da un asse principale ad andamento verticale da cui dipartono radialmente le radichette secondarie.

Floema: tessuto conduttore vivo formato da cellule sovrapposte che formano i “tubi cribrosi”. Ha la funzione di trasportare la linfa elaborata in tutte le direzioni

Foglia: Organo delle piante superiori cui sono affidate diverse funzioni fondamentali tra cui l’evapotraspirazione e la fotosintesi clorofilliana.

Forcella: Zona di biforcazione fra due o più rami o diramazioni.

Fototropismo (positivo): crescita del vegetale verso la fonte luminosa, se questa non è diffusa, la pianta subirà delle modificazioni nella sua forma (inclinazione, asimmetria, sbilanciamento ecc.).

Frattometro: Strumento in grado di misurare la resistenza di un campione di legno (carota) alla rottura. La carota è alloggiata sulla parte superiore dello strumento e sollecitata alla rottura applicandovi una forza crescente: lo strumento permette di misurare il momento flettente e l’angolo di flessione subito prima che la carota si spezzi. La valutazione dei dati forniti dallo strumento è possibile sulla base di apposite tabelle che forniscono i valori standard in assenza di degradazione del tessuto e in caso di degradazione delle componenti di lignina e cellulosa.

Fusto: Parte della pianta fra il colletto e l’inizio della chioma o la testa del fusto. Un albero è considerato a più fusti (policormico) quando più fusti sorgono da un unico ceppo.

Gemma: Formazione tipica delle piante superiori, costituita da cellule indifferenziate e da abbozzi fogliari, protetta esternamente dalle perule. E’ l’abbozzo di nuovi organi: rami, foglie o fiori.

Geotropismo: indica l’accrescimento del vegetale in funzione della forza di gravità.

Germoglio: porzione epigea di una pianta vascolare, costituita da fusto e foglie nelle prime fasi dello sviluppo, che si origina da un seme o da una gemma. gemma botanica Abbozzo del germoglio (cioè l’asse caulinare) e dei fillomi da questo originati.

Getto: Termine generale per indicare un organo vegetale molto giovane, generalmente caulinare (cioè fusto o ramo) sottile ed in fase di accrescimento, come un giovane ramo, un pollone, il fusticino di un semenzale, ecc.

Gommosi: essudato incolore o bruno, derivante dall’alterazione di cellule dei tessuti corticali o dell’alburno, che si forma a causa di un processo patologico delle piante dovuto in genere a traumi o a parassiti.

Ipogeo – apparato ipogeo: insieme degli organi vegetali sotterranei (fusti sotterranei e radici.

Legno/Xilema: Tessuto adulto secondario cui sono affidate le funzioni di resistenza meccanica e di conduzione dell’acqua e delle sostanze minerali; è caratterizzato dalla presenza di elementi tracheali. Viene prodotto dalla divisione delle cellule interne del cambio.

Legno di reazione o adattativo: accumuli di cellule legnose in particolari punti dell’albero per reazione a carichi statici o dinamici. Tipicamente si distingue in legno di trazione nelle latifoglie o legno di compressione nelle conifere. che si forma.

Libro/Floema: Strato interno alla scorza, composto da cellule inattive e viventi con funzione di trasporto e accumulazione di assimilati. Il floema di formazione primaria è è costituito da tubi cribrosi ed è prodotto da un meristema apicale. Il floema derivante dal cambio è il floema secondario o libro ed è costituito da tubi cribrosi, parenchima e fibre. Cordoni o strati di floema inclusi nello xilema secondario di certe dicotiledoni legnose, costituiscono il floema incluso.

Lignina: Componente non carboidrato del legno, e di certi altri tessuti vegetali, che incrosta le pareti cellulari e cementa insieme le cellule. Attualmente si ritiene sia composta da un gruppo di polimeri strettamente correlati di certi derivati fenilpropanici.

Linea di gocciolamento: Bordo esterno dell’ombrello della chioma.

Linfa: soluzione acquosa che contiene disciolte diverse sostanze, organiche ed inorganiche, secondo il tipo di linfa (grezza o elaborata), e che viene veicolata, attraverso specifici tessuti conduttori, nelle diverse parti della pianta
Linfa elaborata o linfa discendente: soluzione acquosa contenente sostanze organiche derivate dal processo fotosintetico. Parte quindi dalle foglie e, per mezzo dei tubi cribrosi presenti nel floema, raggiunge tutte le parti della pianta
Linfa grezza o linfa ascendente: soluzione acquosa in cui sono disciolti i sali minerali. Ha direzione ascendente andando dalle radici alle foglie utilizzando i vasi presenti nello xilema

Martello a impulsi: Strumento in grado di misurare la velocità di propagazione dell’onda sonora attraverso una sezione di legno (ad. es. il fusto). Una vite da legno infissa nel fusto viene colpita con un martello collegato allo strumento di misura del tempo di propagazione. Ad un’altra vite da legno infissa nel fusto, dall’altro lato dello stesso, è collegato un rilevatore di accelerazione. Immettendo nello strumento di misura la distanza tra le due viti, si ottiene la misura della velocità di propagazione dell’onda sonora. A velocità di propagazione alte corrisponde l’assenza di difetti interni; valori bassi invece indicano la presenza di difetti, la cui entità andrà valutata con altri strumenti (resistografo e frattometro principalmente).

Micorriza: Simbiosi tra funghi e radici sottili che può essere esterna (Ectomicorriza) o interna (Endomicoriza); le ife fungine cedono all’albero acqua e nutrienti minerali in cambio di carboidrati elaborati dal vegetale.

Necrosi: morte e degenerazione dei tessuti vegetali per azione parassitaria o fisiologica.

Neoplasia o Tumore: anomala proliferazione di cellule di un tessuto vegetale la cui crescita avviene in modo abnorme, provocando la formazione di masse nodose più o meno vistose sugli organi colpiti.

Policormico: quando più fusti sorgono da un unico ceppo.

Pollone: ramificazione che si origina da una gemma avventizia o dormiente, spesso a seguito di stress fisiologici o da potatura. Può originarsi alla base di una pianta legnosa, lungo il fusto o dalla chioma. Sottrae nutrimento all’albero ed è solitamente scarsamente produttivo.

Potatura di diradamento della chioma: potatura di sfoltimento delle ramificazioni senza alterare la forma, la struttura primaria ed il portamento dell’albero. Avviene tramite eliminazione di rami di piccola e media taglia oltre che di succhioni. Ha lo scopo principale di alleggerire ed arieggiare la chioma senza procurare un grave squilibrio fisiologico all’albero.

Potatura di allevamento: potatura eseguita su alberi giovani per educarne la forma. Si esegue per perseguire precise aspettative ornamentali o produttive.

Potatura:

  • di sagomatura: taglio della sola porzione periferica della chioma, ha scopo prettamente ornamentale.
  • selettiva: taglio di specifici rami o di porzioni di chioma per motivi statici, di sicurezza o per interferenza.
  • di rimonda del secco: asportazione di rami morti, malati, spezzati, danneggiati, ritorti.
  • di rinnovo della chioma: taglio drastico della chioma per stimolare il rinnovo vegetativo di alberi fisiologicamente danneggiati.

Radice: Parte della pianta situata sottoterra, che ricava l’acqua e le sostanze nutritive ivi disciolte dal terreno, accumula le sostanze nutritive e ancora la pianta al terreno. Da un punto di vista fisiologico, la radice principale si origina direttamente dall’embrione; le radici secondarie o laterali si originano da quella principale. Da un punto di vista meccanico, si distinguono radici con funzione statica, di maggiori dimensioni, in cui prevale la funzione di ancoraggio e di conduzione della linfa. Le altre radici, di minori dimensioni, non hanno una funzione statica significativa e servono per l’assorbimento di acqua e sali minerali e la loro conduzione alle radici di maggiori dimensioni.

Radici di sostegno: Radici con diametro superiore a 5 cm. Le radici resistenti servono prevalentemente ad ancorare la pianta al terreno, ma anche per il trasporto di acqua e sostanze nutritive e per accumulare le sostanze di riserva.

Radice avventizia: Radice secondaria, derivata da perdita di altre radici.

Radice avvolgente/strozzante: radice superficiale che tende a svilupparsi attorno alla base del fusto o di altre radici alle quali può procura una costrizione dei vasi legnosi o altri problemi di stabilità.

Zolla radicale/piatto radicale: zona del terreno circostante al tronco interessata dalla presenza di radici di grandi dimensioni con funzione prevalentemente di sostegno.

Raggi midollari: si trovano all’interno del tronco e si sviluppano, come dice il termine, in senso radiale. Sono costituiti da cellule parenchimatiche; originati dal cambio cribro-legnoso e sviluppati in senso radiale. Hanno funzione di trasporto radiale (parenchima conduttore) e di barriera protettiva in caso di aggressione da parte di un patogeno.

Ramo: Asse secondario delle piante arboree che ha origine dal tronco (asse primario).

Ramo di sostituzione o tiralinfa: Ramo di ordine inferiore preservato a seguito della potatura di un ramo superiore praticato con il “taglio di ritorno”. Il ramo di sostituzione consente di riprendere la medesima direzione di accrescimento.

Ramo epicormico: Germoglio che spunta su piante indebolite, in seguito ad esposizione alla luce o a danni, da una gemma dormiente nella zona del ceppo (Pollone), del fusto o della chioma (Succhione).

Resinosi: Secrezione viscosa riscontrabile in conifere, causata da ferite o fisiopatia.

Resistografo: Strumento di perforazione, ovvero un trapano dinamometrico, che permette di misurare la qualità meccanica del legno in modo da valutare la presenza di carie, la sua estensione, la presenza di barriere di compartimentazione, la parete residua. Lo strumento inserisce nella sezione di legno (ad es. nel fusto) una punta di sezione limitata (3 mm) e permette di riprodurre in un grafico il consumo di energia che è stato necessario per permettere tale penetrazione. Il diagramma che si ottiene fornisce una misura empirica della densità del legno, correlata ad altre grandezze meccaniche.

Riempimento cavità: Riempimento con materiale inerte di vario tipo di cavità. Tale pratica non possiede alcuna funzione protettiva per il legno e può essere anzi dannosa per l’albero. È una pratica abbandonata dalla moderna arboricoltura.

Ritidoma: La parte più esterna della corteccia dei fusti, spesso staccata o fessurata. Può essere anche chiamata scorza (vedi corteccia). Ha funzioni di protezione del libro, del cambio e del legno.

Scopazzo: Incontrollato aumento del numero dei rami, con internodi corti e ravvicinati. Spesso sintomo di patologie.

Sito d’impianto o sito di radicazione: Ambiente della pianta, con tutti i relativi influssi che determinano il suo sviluppo (in particolare locazione geografica, altitudine, esposizione, pendenza, clima, terreno, sottosuolo, sfruttamento del terreno.

Stabilità: Sufficiente ancoraggio della pianta al terreno.

Succhiello di Pressler: Strumento a forma di succhiello con asta perforante cava a forma di tubo che serve per estrarre dal tronco di alberi in piedi un sottile cilindro radiale di legno (carota) su cui si possono effettuare prove distruttive con il frattometro per saggiare le caratteristiche meccaniche del legno. Esaminando invece le cerchie annuali è possibile contare l’età dell’albero o misurare l’incremento. In dendrocronologia, il campione estratto viene utilizzato per ricostruire l’evoluzione cronologica di un albero.

Succhione: vedi Ramo epicormico.

Tubo di drenaggio: Tubo per drenare l’acqua dalla pianta, p.es. da crepe, cavità. (Non più stato della tecnica per i danni che provoca all’albero in quanto lacera le barriere naturali.

Vegetazione estranea alla pianta: Vegetazione costituita da piante estranee (es: edera, vitalba).

Valutazione della stabilità degli alberi (VTA): La scienza e la pratica di valutare il grado di stabilità degli alberi allo scopo di preservare la pubblica incolumità, evitando cioè la caduta di interi alberi o loro parti.

Verticillo: Insieme di elementi (foglie, rami ecc.) inseriti al medesimo livello attorno a un asse.

Vitalità: Capacità di un organismo di resistere ed opporsi alle avversità. Determinata dal patrimonio genetico e dalle condizioni ambientali. La vitalità si manifesta con lo stato di salute, in particolare: Crescita, struttura della chioma e stato del fogliame; capacità di adattarsi all’ambiente; resistenza a malattie e parassiti:

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