Danni agli alberi causati dagli scoiattoli grigi in Italia

Foto danni da scoiattoli su corteccia di albero
Foto danni da scoiattoli su corteccia di albero

La frequente presenza degli scoiattoli grigi sugli alberi dei parchi urbani porta un tocco di vita selvatica nelle nostre città. Tuttavia, questa pittoresca immagine è la conferma della silenziosa invasione di questo roditore esotico nel nostro ambiente. Potrebbe questo piccolo animale rappresentare un serio problema per il nostro patrimonio arboreo?

Inizialmente, si è portati a considerare la loro presenza come un segno di riconnessione con il regno animale in un contesto cittadino. Tuttavia, solo approfondendo la questione è possibile comprendere appieno l’impatto che consegue alla loro diffusione. L’arrivo e la proliferazione dello scoiattolo grigio nordamericano (Sciurus carolinensis) ha dimostrato, infatti, di avere conseguenze significative sul delicato equilibrio ecologico degli ambienti europei, in particolare per la salute degli alberi, sia in ambiente forestale, sia in ambito urbano.

In Inghilterra, dove il roditore è presente dalla fine del 1876, e si è diffuso nella quasi totalità del territorio, rappresentando oggi un serio problema ambientale, agronomico, ed economico.

In Italia è presente in Piemonte a partire dal 1948, in Liguria, in Lombardia, in Veneto e in Umbria.

Distribuzione scoiattolo grigio in Italia 2014
Distribuzione scoiattolo grigio in Italia 2014 – Fonte: Piano nazionale di gestione dello Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis)

Uno degli aspetti più preoccupanti del fenomeno è la competizione che questi roditori esotici instaurano con lo scoiattolo comune europeo o scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), che rischia di essere definitivamente soppiantato dalla nuova specie aliena, anche a causa del virus del vaiolo dello scoiattolo, del quale il grigio, immune, è portatore.

Gli scoiattoli grigi sono animali onnivori, si nutrono di frutta, di semi, di uova e di nidiacei, ma in particolare, sono voraci divoratori delle gemme degli alberi e della loro corteccia, sia di giovani fusti, sia di alberi adulti. In inverno non vanno in letargo, e in Europa non hanno antagonisti naturali (o molto pochi).

Danni riscontrati su alberi in inghilterra:

Il danneggiamento degli alberi per masticazione, laddove non porta a morte immediata il giovane albero, favorisce l’inoculo di malattie secondarie e di infestazioni da parte di insetti. I rami colpiti sono indeboliti e più esposti alla rottura.

Danni agli alberi causati dagli scoiattoli grigi in Italia

In Gran Bretagna il governo è da anni attivamente coinvolto insieme al Red Squirrel Survival Trust (un ente di beneficenza che sostiene la protezione dello scoiattolo autoctono), in una partnership chiamata “UK Squirrel Accord” [1], che cerca di ridurre gli impatti negativi degli scoiattoli grigi per proteggere gli alberi per le generazioni future.

Il peso della questione in UK sta nel fatto che gli obiettivi del governo di piantare milioni di alberi per raggiungere una posizione di zero emissioni nette di carbonio entro il 2050 rischia di naufragare proprio a causa del danno prodotto degli scoiattoli grigi. Vengono distrutte le nuove piantagioni e danneggiati alberi adulti causando un grave danno economico. Il danno agli alberi inizia quando la densità di scoiattoli grigi raggiunge i cinque esemplari per ettaro. Nei boschi della Gran Bretagna meridionale, la media è di otto per ettaro[2]. I ricercatori inglesi stimano che il 15% delle latifoglie e il 5% delle conifere siano danneggiate o uccise dagli scoiattoli grigi [3].

Per ovviare al problema molti proprietari terrieri inglesi stanno attualmente evitando di piantare alberi tradizionali a foglia larga come sicomoro, faggio, betulla e quercia, sostituendoli con specie meno sensibili come ciliegio, tiglio e ontano.

Potrebbe la diffusione dello scoiattolo grigio nei nostri boschi e nelle nostre città del nord Italia rappresentare un problema grave come per l’Inghilterra? (Si!)

L’Unione internazionale per la conservazione della natura elenca lo scoiattolo grigio tra le prime 100 specie invasive più dannose al mondo, e i Regolamenti di esecuzione UE 2016/1141[1] e 1143/2014[2] del Parlamento europeo e del Consiglio recano disposizioni volte a prevenirne e gestirne l’introduzione e la diffusione.

In Italia è attivo il progetto LIFE EC-SQUARE [3], nell’ambito del quale, lo scorso 22 marzo 2023 a seguito della Conferenza Stato Regioni, sono state aggiornate le procedure di controllo e gestione della diffusione di questo roditore esotico.

In base al Regolamento europeo 2016/1141 l’Italia è obbligata a predisporre misure di gestione efficaci (eradicazione, controllo numerico o contenimento delle popolazioni) in modo da renderne minimi gli effetti sulla biodiversità e sugli ecosistemi collegati alla salute umana o all’economia. Il Ministero dell’Ambiente ha infatti adottato già dal maggio 2020 il nuovo “Piano di gestione nazionale dello scoiattolo grigio” dell’università di Torino e dell’ISPRA.

Nel nord Italia gli arboricoltori riscontrano sempre più frequentemente sugli alberi i danni causati da questi roditori, la cui popolazione è in rapida diffusione anche nei parchi cittadini, tanto che Germania e svizzera stanno alzando la guardia nei confronti della possibile espansione del fenomeno oltre i confini italiani[4].

Potrebbe la diffusione dello scoiattolo grigio rappresentare un problema per le nuove piantagioni arboree che si stanno realizzando grazie ai progetti di riforestazione urbana?

Per ora, i danni riscontrati sugli alberi nell’areale di diffusione italiano dello scoiattolo grigio risultano limitati, ma la compromissione dell’integrità dei tessuti corticali può manifestare gli effetti deleteri per la loro salute nel lungo periodo. Nei casi più gravi il danno può rappresentare un problema di sicurezza favorendo la rottura di rami.

Probabilmente sarà utile tenere conto di questa possibile variabile nella valutazione della condizione fitosanitaria e fitostatica dei nostri alberi cittadini, ma sarà anche fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza pubblica riguardo ai comportamenti da tenere nei confronti di questi roditori esotici, considerate le potenziali conseguenze negative per i nostri alberi.

Azione Urgente Necessaria: Non Nutrire gli Scoiattoli e Supporto al Programma Nazionale di Controllo

Parte integrante del Piano Nazionale di Gestione degli Scoiattoli è l’importanza di non alimentare direttamente gli scoiattoli e di rimuovere fonti di cibo involontarie, come mangiatoie per uccelli e cibo per animali domestici. L’alimentazione diretta e la disponibilità accidentale di cibo aumentano la popolazione degli scoiattoli grigi, specie invasiva che causa danni significativi al nostro patrimonio arboreo, rosicchiando la corteccia e compromettendo la salute e la stabilità degli alberi.

Nel contesto del programma di gestione, vengono adottate varie strategie per controllare la popolazione di scoiattoli grigi, che includono:

  • Cattura mediante gabbie-trappola: Utilizzo di trappole selettive per minimizzare il disagio agli animali.

  • Protocolli di cattura ed eutanasia: Protocolli etici per garantire trattamenti rispettosi e ridurre la sofferenza.

  • Sterilizzazione e metodi immunocontraccettivi: Per ridurre la riproduzione nelle aree urbane.

  • Interventi sugli habitat: Modifiche ambientali per rendere l’habitat meno ospitale per lo scoiattolo grigio e più favorevole per le specie native.

Scarica il testo pubblicato sulla rivista Acer: Scoiattoli e Alberi – Acer_2023.4_web-73-74 Per. Agr. Federico Simone

Sitografia e bibliografia:

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