VTA – valutazione di stabilità degli alberi

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Il perito agrario Federico Simone esegue da anni indagini fitopatologiche e verifiche della stabilità degli alberi con metodo VTA, sia in giardini privati, sia in ambito pubblico.

Ogni incarico viene gestito in modo da garantire la massima completezza dell’indagine secondo le più moderne tecniche di arboricoltura e garantendo sempre la minore invasività per l’albero.

Cos’è la valutazione di stabilità degli alberi – VTA

Lo scopo del VTA è prevenire danni causati dallo schianto di alberi o dalla rottura di porzioni di essi.
La verifica della stabilità degli alberi è finalizzata quindi a mantenere elevata la sicurezza nelle aree verdi mediante controlli visivi e strumentali, siano esse giardini privati, parchi o alberate stradali. Ogni albero infatti presenta caratteristiche proprie, e a volte alcuni possono avere difetti di conformazione o anomalie occulte che li rendono pericolosi esponendoli a rischio di cedimento o rottura.
Grazie alla decennale esperienza in questo tipo di valutazioni il professionista sa riconoscere già visivamente i sintomi dei difetti più comuni. Un approfondimento strumentale di indagine permette di accertare e quantificare il difetto cosi da individuare la soluzione tecnica più appropriata per ridurre il rischio di cedimento e mantenere elevata la sicurezza dell’area.
Gli alberi vengono esaminati attentamente in ogni porzione (radici, colletto, tronco e chioma), ogni difetto e ogni punto critico dell’albero vengono descritti e misurati per determinare il grado di pericolosità e la propensione al cedimento mediante attribuzione di una Classe (A; B; C; C-D, D).
Il metodo VTA è riconosciuto in molti paesi nel mondo e il perito agrario Federico Simone opera secondo il Protocollo sulla valutazione della stabilità degli alberi ©.
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Stabilità degli alberi Federico Simone Milano

Come si svolge l’indagine di stabilità degli alberi secondo il metodo VTA

Il metodo VTA (Visual Tree Assessment) si svolge in tre fasi:
  1. Controllo visivo delle caratteristiche, dei difetti eventualmente presenti e della vitalità dell’albero, anche mediante percussione con martello di gomma. Se non si riscontrano segnali preoccupanti, si  procede con le misurazioni dell’albero (altezza, c.f.r. tronco ecc.) e con la registrazione delle caratteristiche esteriori all’interno della scheda VTA. L’indagine visiva viene effettuata considerando l’albero nella sua interezza e prendendo in considerazione la sua morfologia, il suo aspetto fisiologico e le sue caratteristiche biomeccaniche.
  2. Identificazione del difetto. Se vengono riscontrati sintomi di difetti si procede ad un esame più approfondito con l’ausilio di attrezzature scientifiche quali; il martello ad impulsi, il Resistograph®, il tomografo sonico, o il frattometro) per verificare la localizzazione del punto debole e la sua espansione assiale. Il metodo VTA prevede quindi un’analisi più approfondita, da eseguirsi a discrezione del rilevatore, per i soggetti che manifestano uno o più difetti.
  3. Dimensionamento dello spessore della parete residua. Se il difetto rilevato è preoccupante deve essere dimensionato. Per le carie del legno, ad esempio, occorre valutare lo spessore residuo della sezione trasversale del tronco in cui è presente la carie. Se lo spessore della parete è troppo sottile la pianta rischia di cedere. Come fattore di sicurezza per alberi con piena vegetazione viene assunto il valore t/R maggiore od uguale a 0,3 (dove t è lo spessore di parete residua sana e R è il raggio del tronco nel punto della misurazione). In base al valore emerso, e valutando diversi altri fattori nell’insieme, si deciderà quale sia le soluzione tecnica più adatta a contenere il rischio di cedimento strutturale. Se dimensionando il difetto si ha un valore di t/R inferiore a 0,3 si ha statisticamente un’alta probabilità di rottura e l’albero, in tal caso può essere necessario abbattere l’albero. Esistono tuttavia diverse tecniche di consolidamento che permettono di conservare esemplari arborei in sicurezza anche se con un elevata propensione al cedimento.

Classi di Propensione al Cedimento CPC

Il S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura) ha modificato alcuni anni fa il la classificazione, sostituendo la precedente FRC (Failure Risk Classification) con la nuova CPC (Classi di Propensione al Cedimento)
Una delle novità introdotte con questo cambiamento è consistita nell’aver separato il concetto di pericolosità dell’albero (che viene determinato con la valutazione VTA) dal rischio (che dipende dal bersaglio eventualmente coinvolto dallo schianto o dalla rottura dell’albero).
La verifica della stabilità di un albero ha come fine l’attribuzione di una Classe di Propensione al Cedimento
Classe A – pericolosità trascurabile

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni.

Classe B – pericolosità bassa

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili con il controllo visivo ed a giudizio del tecnico con indagini strumentali, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero non si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a tre anni. L’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico.

Classe C – pericolosità moderata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni. L’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico. Questa avrà comunque una cadenza temporale non superiore a due anni. Per questi soggetti il tecnico incaricato può progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e, qualora realizzati, potrà modificare la classe di pericolosità dell’albero.

* è ammessa una valutazione analitica  documentata.

Classe C/D – pericolosità elevata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia drasticamente ridotto. Per questi soggetti il tecnico incaricato deve assolutamente indicare dettagliatamente un insieme di interventi colturali. Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell’albero. Nell’impossibilità di effettuare i suddetti interventi l’albero è da collocare tra i soggetti di classe D.

* è ammessa la valutazione analitica documentata.

Classe D – pericolosità estrema

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. * Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai, quindi, esaurito. Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.

* è ammessa la valutazione analitica documentata.

Alcune immagini di verifica VTA e di consolidamento di alberi

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